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Print on Demand: evoluzione delle tecniche e nuove frontiere digitali

Inkelektro

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In che modo le tecnologie digitali possono modificare i tradizionali processi di stampa? A un anno dalla vincita del bando ministeriale “Giovani idee cambiano l’Italia”, l’Associazione Culturale Inkelektro ha presentato i risultati di una ricerca sulla diffusione e lo sviluppo della stampa digitale e sulla produzione libraria on Demand: il prodotto editoriale viene stampato al momento dell’ordine e spedito a domicilio in tempi brevissimi.

Ancora lontana dal diventare uno standard tecnico in grado di sostituire completamente la stampa tradizionale, sia per il costo dei macchinari necessari sia per la qualità di stampa non ancora ottimale, questo modello di produzione editoriale si presta invece a essere canale privilegiato per la diffusione delle basse tirature (fino a 500 copie), in particolare per quei contenuti legati alla Rete e alle sue dinamiche. Alcuni esempi.

E’ grazie al Print on Demand che la straordinaria e leggendaria rapina di libri su internet di Amazon-noir (UBERMORGEN.COM, Paolo Cirio, Alessandro Ludovico) ha trovato il suo riscontro “materico”: sono stati stampati con questa tecnica alcuni dei libri trafugati al noto portale .

La rivista inglese Mute, attiva dal 1994 nel studio delle relazioni tra arte e sviluppo tecnologico, ha sperimentato con successo la migrazione verso l’utilizzo di questa tecnologia, adottandola definitivamente per la pubblicazione dei suoi numeri. Ma non solo. Nel 2001 la rivista ha lanciato il portale Open Mute, con l’obiettivo di fornire strumenti e risorse per l’applicazione e lo sviluppo della filosofia Open, come vero e proprio Economic (no-Business) Model. Grazie a questa attività, la redazione di Mute ha contribuito alla creazione di modelli in perfetta sintonia con la propria linea editoriale, implementando ricerche spesso confluite in pubblicazioni cartacee in PoD.

In questo senso e grazie a questi strumenti, la funzione della carta nel panorama della rivoluzione digitale cambia: non più carcassa ingombrante (e materica) scalzata dalla  snellezza agile del (volatile) pixel, ma sua quintessenza. La carta stampata, forte della sua stabilità, è quel medium stabile capace di preservare la cultura della Rete, di sancirne l’evoluzione e preservarne i contenuti chiave.
Sul sito dell’Associazione Inkelektro saranno presto disponibili il podcast del convegno e i risultati della ricerca condotta dall’Associazione. Ovviamente, on Demand.

Alla conferenza, che si è tenuta il giorno 29 Aprile 2009 a Bari, sono intervenuti: Nicola Continolo (Sedit – servizi editoriali – Bari); Simon Worthington (direttore OpenMute – Londra); Trifone Gargano (Università degli Studi di Foggia); Paolo Cirio (net-artist – Torino); Alessandro Ludovico (direttore Neural – Bari).

Chiara Ciociola