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Intervista con John Freyer

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Intervista a John Freyer , che presenta Allmylifeforsale a Share Festival 2009 Market Forces exhibition a cura di Simona Lodi

Simona Lodi: Allmylifeforsale è un progetto online che esplora la nostra relazione con  gli oggetti che ci circondano, il loro ruolo rispetto all’idea di identità e allo stesso tempo l’emergente sistema commerciale via Internet.  Utilizzando lo spazio commerciale pubblico della comunità di vendita via Internet Ebay in cominazione con il tuo catalogo online Allmylifeforsale.com, hai venduto e catalogato praticamente tutto quello che possedevi, dalle posate della cucina ai prodotti di igiene personale, le tue lenzuola di Star Wars e, infine, persino il nome del dominio Allmylifeforsale.com.
Fino ad ora hai venduto più di seicento pezzi, compresi i tuoi denti finti, una fotocopiatrice da ufficio, delle fotografie personali e la tua giacca invernale (nel bel mezzo dell’inverno).

Qual è il significato di questo progetto e quali sono i tuoi interessi nello sviluppo dell’arte e del commercio on line? Hai imparato qualcosa dai vari progetti e dai viaggi che hai intrapreso per visitare luoghi in cui sono finiti i tuoi oggetti? Voglio dire, cosa vuoi dimostrare?
JF:  Riguardo a quello che il progetto significa o ha significato quando l’ho portato a termine, è qualcosa che ha preso forma nel corso dell’anno e mezzo in cui ci ho lavorato. All’inizio lo consideravo un rifiuto della mia identità di consumatore attraverso la depurazione da tutti i miei possedimenti materiali, ma si è trasformato molto velocemente in quello che ho iniziato a chiamare una genealogia degli oggetti. Per poter vendere gli oggetti su eBay dovevo descriverli per iscritto e, come puoi vedere dall’archivio su rhizome.org, la descrizione ha finito per diventare una autobiografia ad hoc. Il progetto era aperto scambi e contributi e la componente del viaggio non faceva parte del mio piano originale ma è nata in maniera spontanea dalla rete di compratori che sono finiti nella mia lista. Gli acquirenti provenivano da ogni parte degli Stati Uniti e gli oggetti sono arrivati fino al Giappone, la Corea, l’Australia e l’Inghilterra. Sto cercando di ricordare se sia mai arrivato qualcosa in Italia.

Simona: sarebbe interessante sapere se c’è stato qualcuno che ha comprato un oggetto.

JF: Ho controllato le mie email ma non ho trovato acquirenti dall’Italia. Ho trovato molta corrispondenza con italiani, ma nessuna vendita. Sono usciti però alcuni articoli che riguardavano il libro e il progetto sulla stampa italiana:
http://www.repubblica.it/online/esteri/vitavendita/vitavendita/vitavendita.html

Continuo a fare lavori nell’ambito “del mercato” tra i quali c’è un programma pilota per la televisione intitola Second Hand Stories che ho realizzato in collaborazione con il regista Christopher Wilcha (quello della serie televisiva This American Life). Il programma era un’indagine sul vasto mondo dell’economia dell’usato negli Stati Uniti come ad esempio Thrift Stores, Yard Sale, University Surplus Centers e simili.
Ho da poco proposto al programma Fulbright di realizzare un progetto in Svezia in collaborazione con il regista e antropologo Johan Lindquist, dal titolo The World Is Flatpack che indagherà sulla portata globale che ha raggiunto IKEA  con il mobile componibile più venduto, l’essenziale “Billy Bookcase”.

S.L. Conosci questo blog: http://ikeahacker.blogspot.com?
JF: Sì, l’ho visto, non è male. Su Flickr ci sono centinaia di fotografie del Billy Bookcases che la gente possiede.

Simona: Ma perché le persone compravano gli oggetti?
JF:  Qualcuno sapeva già che si trattava di un progetto artistico, ma la gran parte delle persone erano semplicemente alla ricerca di qualcosa su eBay. Quando facevo la spedizione dell’oggetto che avevano vinto, allegavo una descrizione del progetto così molti hanno cominciato ad interessarsi a quello che stavo facendo e a spedirmi aggiornamenti e, alla fine, inviti. Gran parte delle persone da cui sono  stato non consideravano necessariamente arte quello che stavo facendo ma volevano,in qualche modo, sostenere il mio progetto. Gli Americani hanno una relazione complicata con le loro cose, perciò molti volevano sapere come era stato per me liberarmi dal grosso dei miei possedimenti materiali.

http://www.allmylifeforsale.com