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Intervista a LIA

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Lia presenta l’opera Proximity Of Needs a Share Prize 2009.

Qual è il ruolo che l’arte digitale ricopre nel rappresentare caos e complessità?
Con un programma e l’utilizzo del fattore random si possono ottenere risultati affascinanti e inaspettati che ci permettono di fare cose che nessuno aveva mai immaginato prima.
Si possono creare opere molto più complesse rispetto a quello che si potrebbe fare con qualsiasi altro strumento artistico.


Forze del mercato. In che modo interagisci con le forze del mercato nella tua vita quotidiana? Ritieni che le architetture hardware e software che compongono la nostra realtà digitale siano forze del mercato che opprimono l’artista o che, al contrario, gli offrano nuove potenzialità d’espressione?

Per quanto riguarda l’hardware, penso che oggi gli strumenti necessari a produrre arte digitale siano abbastanza accessibili (se messi a confronto con altre apparecchiature professionali, come ad esempio quelle per la fotografia).
Dal punto di vista dei software ormai ci sono molti programmi open-source a disposizione, come ad esempio processing (www.processing.org) e openframeworks (www.openframeworks.cc) che consentono di creare lavori digitali senza dover investire grandi somme di denaro.


Qual è stata l’idea che ti ha ispirato all’inizio e cosa hai imparato da quel progetto?

Il mio lavoro si occupa prevalentemente di visualizzazione (e in qualche caso di sonorizzazione) di diversi principi. Faccio una “traduzione” di quei principi (come nel caso di ProximityOfNeeds dove il principio di attrazione è il tema principale) a livello visivo (o audiovisivo) che può essere sperimentato o esplorato dall’utente/spettatore. Mi piace l’idea che chiunque possa sperimentare e interpretare i miei lavori in maniera del tutto personale.


Quali sono stati gli elementi d’attrazione e i campi di forza che ti hanno portata all’arte generativa?

Quello che mi piace dell’arte generativa è la possibilità dell’interazione, del movimento e del cambiamento. Non c’è niente che possa essere previsto e può succedere di tutto (in una gamma predefinita di possibilità). Quando ho in mente un’idea che voglio rappresentare, il programma che si utilizza per realizzare l’opera può condurre a risultati sorprendenti che difficilmente potrebbero essere ottenuti attraverso forme d’arte tradizionali. Allo stesso tempo, il programma può essere utilizzato più o meno allo stesso modo in cui si usano i materiali/strumenti artistici tradizionali, perfezionando il lavoro fino a che non si è soddisfatti dei risultati.