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Connect premiata a VIDA

Andreas Muxel, Connect 2008. Photo by Gianfranco Mura

Andreas Muxel, Connect 2008. Photo by Gianfranco Mura

Il premio Internazionale VIDA, giunto alla sua dodicesima edizone, è supportato dalla Fondazione Telefonica e da alcuni anni si occupa specificatamente di vita artificiale.

Il termine “vita artificiale” nasce nel 1987 nei mitici laboratori dell’istituto Santa Fe a Los Alamos, dove Christopher Langton inizia i primi esperimenti in questo campo. La vita artificiale è un mabito interdisciplinare che crea sistemi articiali che emulano i comportamenti dei sistemi viventi. Alla base della struttura di questi sistemi artificiali ci sono singoli elementi guidati da semplici regole, che creano un “comportamento emergente” nel momento in cui interagiscono tutti quanti all’interno dello stesso ambiente.

Il primo premio è stato aggiudicato a Silent Barrage (2009) di Guy Ben-Ary, Philip Gamblen, Peter Gee, Nathan Scott, Brett Murray, Dr. Steve Potter. Questo team costituito da artisti e scienziati austrialiani ha creato un’installazione costituita da una cervello biologico, costituti oda un insieme di neuroni di ratto posti su una vtrino di Petri, che attiva un corpo meccanico che rappresenta nello spazio fisico l’attività dei neuroni posti in laboratori in giro per il mondo. L’interazione tra i neuroni e l’installazione borotica aviene per via telmatica.

connect
L’opera Connect (2008) di Andrea Muxel, premiata a Share Prize 2009, si è classificata al secondo posto. L’insyìtallazione è costituita da tredici moduli connessi a una matrice. Ogni modulo è costituito da un microcontroller, un motorino e una sfera d’acciaio attaccata con un elastico. Sensori piezoelettrici sono posizionati tra la sfera e il motore. Non c’è un programma generale della scultura, ogni elemento ha le proprie istruzioni, creando un programma analogico dal comportamento non-lineare, quindi caotico.

Al terzo posto l’opera Growth Modeling Device (2009), di David Bowen, dove dei laser scannerizzano una piantina di cipolla da 3 possibili punti di vista. Con le informazioni raccolte il sistema crea quindi una copia della cipolla in plastica e ripete il processo ogni 24 ora, in modo da poter apprezzare da diversi punti di vista la crescita della piantina.