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Arte Postale! n. 100

arte postale

Via | ArtsBlog.it

La rivista Arte Postale!, edita dal 1979 dalle edizioni E.O.N./Near the Edge di Vittore Baroni, dopo 30 anni cessa la sua attività concludendosi con la sua centesima edizione, che documenterà il progetto di “suoni postali” e strumenti d’artista “Bzzzoing!” parte del festival “Klang! suoni contemporanei” (Viareggio, 7-8-9
Agosto 2009).

Arte Postale 100! si compone di un libretto di 36 pagine e un CD-R con brani audio e contenuti multimedia. Tutti i testi sono in italiano e inglese. Costo 12 euro spese postali incluse da inviare direttamente a Vittore Baroni al suo indirizzo: Via C. Battisti 339, 55049 Viareggio (lo lascio visto che di pubblico dominio). I 12 euro possono inoltre essere spediti sotto forma di francobolli. Il motivo è semplice: i francobolli andranno a finanziare i lavori di mail art dell’artista, dedito a confezionare a mano delicatissime composizioni che potreste ritrovare nella vostra cassetta postale. Per chi fosse interessato, è inoltre disponibile anche il catalogo di Klang! il cui ricavato va interamente a finanziare l’associazione no profit BAU.

Nel proseguio dell’articolo trovate infine l’introduzione di Vittore ad Arte Postale! n 100: vale la pena di leggerla: citandolo “Arte Postale! finisce non con un Bang, ma con un Klang!“…

ARTE POSTALE! 100
introduzione di Vittore Baroni

Quando, poco più che ventenne, mi accinsi ad assemblare il primo numero della rivista Arte Postale!, riunendo con anello d’ottone una dozzina di fogli stampati in cento copie su carta rosa, mai e poi mai avrei immaginato che trent’anni dopo mi sarei ritrovato ancora indaffarato a mettere insieme con forbici e colla la medesima pubblicazione. Invece, questo centesimo numero, intenzionalmente impaginato con taglia-e-incolla artigianale nello spirito di autoproduzione casalinga tipico della mail art, condivide perfino il tema musicale di fondo con quel primo esperimento, in cui già timbravo e incollavo foglietti sulle pagine o vi spillavo un pezzo di nastro magnetico.
La trilogia costituita dai primi tre Arte Postale! (ottobre, novembre e dicembre ’79) documentava infatti uno dei miei primi progetti “di rete”, ovvero la diffusione di poster con la scritta Patti Smith rockin’ Demonia che ciascun destinatario era invitato ad utilizzare creativamente. Il n. 1 di AP! si apre con una dedica a Sid Vicious del mail-artista britannico Paul Carter e contiene tra le altre cose una cartolina di Richard H. Kirk del gruppo new wave Cabaret Voltaire, nonché spartiti visuali di Michael Gibbs e Gifreau, un Piano Piece di Jaroslav Pokorny e le parole di due canzoni blues di Ken Saville. I tre numeri ospitano lavori di numerosi artisti internazionali, alcuni purtroppo scomparsi (Adriano Spatola, Robin Crozier, Michael Scott, ecc.), altri che tuttora figurano tra i miei contatti e addirittura tra i partecipanti di questo n. 100 (Carlo Battisti, Nicola Frangione).
In trent’anni, la rivista ha più volte cambiato formato, tiratura e struttura interna, giocando a trasformarsi senza mai prendersi troppo sul serio. Alcuni numeri assomigliano a fanzine punk, altri a bollettini di poesia o a edizioni Fluxus (il n. 24 in particolare, con chiodi, palline da ping pong, supposte e altro in scatola di cartone). AP! ha anche attivato sinergie con altre pubblicazioni: il n. 39 è al tempo stesso il n. 8 della rivista a “redazione mobile” CARE, il n. 94 documenta per esteso un progetto incluso nel n. 4+5 di BAU – Contenitore di Cultura Contemporanea. Ci sono poi casi davvero speciali come il n. 53, creato a mia insaputa in copia unica (!) da Mark Pawson coinvolgendo vari collaboratori abituali, o il n. 50 raggiunto dopo solo cinque anni nell’ottobre 1984, un “numero d’argento” che conteneva perfino un vero pezzo d’argenteria!
Nella sua lunga storia, AP! ha attraversato diverse “ere tecnologiche”, passando dall’offset economico con matrice di carta (simile al vecchio ciclostile) alla fotocopia e poi alla stampa laser da pc. Ha assistito al tempo stesso all’evolversi e al mutare di tendenze artistiche e (contro)culturali, accompagnando diverse generazioni di artisti postali attraverso le fasi formative delle “culture di rete”, da analogiche a digitali, osservando la caduta di ideologie e ideali utopici e la montante globalizzazione dell’informazione. Mentre le pagine dei primi numeri cominciano ad ingiallire e la colla a cedere, AP! è anche entrata in Musei e collezioni prestigiose (l’intera raccolta è ospitata, ad esempio, nel Sackner Archive of Concrete and Visual Poetry di Miami Beach), è stata esposta in mostre antologiche (la prima, intorno al n. 50, presso il Milan Art Center di Ruggero Maggi), è apparsa in rassegne retrospettive sull’esoeditoria sotterranea (come Febbre, furore e fiele – poesia e letteratura in Italia negli anni ’70 e ’80 presso la Biblioteca Civica di Trieste, nel dicembre ‘99) e in studi e mostre sulle riviste d’artista (ad es. Revues d’artistes a cura di Marie Boivent, a Rennes in Francia nel 2008). Al di là di ogni retorica e celebrazione, ritengo che il n. 100, in trent’anni esatti di vita, sia un buon punto di arrivo per qualsiasi progetto e ho quindi deciso che questo sarà anche il numero conclusivo di Arte Postale!
La mail art oggi non è solo cartacea ma è anche e-mail art, con siti e blogs che da tempo si occupano di coadiuvare a ampliare le reti di contatti postali. In quest’ottica, come è avvenuto nel 2007 col progetto Ciao, Paolina! inserito nella mostra collettiva Contemporaneo Versiliese e nel 2008 con la raccolta di libri d’artista La Biblioteca Utopica inserita nel festival Luoghi dell’Utopia, ho portato avanti la sinergia con l’associazione BAU di Viareggio, di cui faccio parte, curando il progetto internazionale di mail (audio) art Bzzzoing! all’interno della rassegna di “arti sonore” Klang!, presentata da BAU il 7-8-9 agosto 2009 negli spazi della storica Villa Paolina di Viareggio.
AP! 100 è dunque del tutto complementare al catalogo ufficiale di Klang! (con relativo supplemento audiovisuale) e documenta in modo più dettagliato i contributi ricevuti tramite i canali postali da oltre cento autori di venti diverse nazioni. Bzzzzoing! rappresenta, da un lato, l’occasione per tentare un esperimento del tutto nuovo nella lunga storia dell’arte postale, con la richiesta di lavori postali in grado di produrre reali “suoni futuri” (o, in alternativa, originali “strumenti d’artista” o una loro documentazione), dall’altro ha permesso di ibridare i materiali postali, esposti in un’ampia sala della Villa, con altri strumenti musicali creativi e installazioni sonore anche di grandi dimensioni di artisti locali e internazionali.
A Klang! si sono inoltre succedute esibizioni dal vivo di poeti, performer e musicisti nell’ambito di tre serate a tema, ciascuna contraddistinta da un’espressione onomatopeica: Blah! (sulla ricerca vocale, con Paolo Albani, Arrigo Lora Totino ed enomìsossab), Bzzzoing! (sugli strumenti musicali d’artista, con numerosi ospiti, tra cui Philip Corner con Phebe Neville) e Szock! (sulla ricerca elettronica, coi gruppi Cabiria e VipCancro). Manitù Rossi, del gruppo Le Forbici di Manitù, mi ha aiutato nella serata Bzzzoing! a presentare dal vivo una parte degli “invii sonori” e degli strumenti d’artista pervenuti, mentre di alcuni gli stessi autori hanno offerto una breve dimostrazione. Per motivi tecnico-logistici non è stato possibile, come preventivato, improvvisare con tutti gli strumenti creativi una sorta di “BAU Artkestra”, ma a parte questo la rassegna ha avuto da ogni punto di vista un’ottima riuscita, con un migliaio di visitatori transitati nell’arco dei tre giorni che hanno potuto interagire liberamente con molti dei lavori esposti.
Particolarmente felice, per ricordare solo un momento tra tanti degni di nota, la lettura dello storico poema sonoro Karawane composto in lingua immaginifica da Hugo Ball, effettuata all’inizio della serata Blah! dalla piccola Silvia Sophia Lini in replica di costume Dadaista, quindi replicata a fine serata nei loro diversi stili dagli ospiti Albani, Lora Totino ed enomìsossab. Dall’esterno della Villa, dove sono stati accolti dalle festose percussioni del veicolo sonoro a pedali di Studio Superficie, fino ai gabinetti di Villa Paolina, che ospitavano l’installazione di Tania Lorandi Je fais pi-pi partout, i visitatori sono stati coinvolti da una ricca miscellanea di operazioni audiovisuali, con più di un omaggio – nel centenario del primo Manifesto del Futurismo – alla dirompente carica innovativa del Movimento Futurista e in particolare alle pionieristiche sperimentazioni di Luigi Russolo nell’ambito dell’Arte dei Rumori. Alle macchine Intonarumori di Russolo, citate da più di un’opera in mostra, si è ispirata anche Laura Fiaschi di Gumdesign per il simbolo-mascotte della rassegna, diffuso anche su adesivi e magliette.
AP! torna quindi “100 numeri dopo” ad occuparsi di audio arte e dintorni, con un’edizione standard in 100 copie che ospita su cd-r una galleria fotografica, testi aggiuntivi e una campionatura sonora (a completamento dei brani inclusi nel cd del catalogo Klang!), più un’edizione speciale anch’essa di 100 copie, arricchite da una serie di lavori originali “formato cd” di trenta autori internazionali, serviti in mostra da copertine dei dischi con materiali audiovisuali inediti e d’archivio a disposizione del pubblico in apposita postazione multimediale.
Anche se Arte Postale! termina qui, ciò non vuol dire che questa sarà la mia ultima pubblicazione o il mio ultimo progetto di mail art. Al contrario, ci sono già nuove idee in elaborazione per il 2010, sia progetti personali che eventi collettivi promossi anche dall’associazione BAU (una mostra dedicata all’Alice di Lewis Carroll, una riflessione sulle catene postali intitolata Reazione a catena, una raccolta di traduzioni inedite di poesia Beat-nik, ecc.). Ricordo inoltre che il 2010 arriva a 6 anni dal progetto internazionale delle Azioni Oscure (2004), a 12 da quello sugli Incontri Incongrui (1998) e a 18 da quello dei Congressi Decentralizzati dei Networker (1992), aspettatevi quindi un nuovo grande progetto condiviso di networking. Per un’esperienza che si conclude, altre prendono avvio: nessuna tristezza e nessun rimpianto. Arte Postale! finisce non con un Bang, ma con un Klang!