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Libertè Egalitè Volontè: The Blasphemous Art Riot

lucavolonte

Les Liens Invisibles, autori con il progetto Reality is Out There del Progetto Speciale Share 2010, hanno vinto una loro ennesima battaglia per la libertà di espressione.
Tutto comincia nel 2007, quando gli artisti di Molleindustria(http://www.molleindustria.org) realizzano il gioco online “Operazione Pedopriest“. In quel periodo era forte l’attenzione mediatica per tutti una serie di scandali legati alla pedofilia di erano accusati alcuni preti.
La politica reagisce compatta a sostegno della Chiesa e in particolare il capogruppo dell’UDC alla Camera Luca Volontè si adopera per la rimozione da Internet di questo gioco satirico.
A questo punto entrano in gioco Les Liens Invisibles (http://www.lesliensinvisibles.org) che lanciano l’operazione “Libertè Egalitè Volontè: The Blasphemous Art Riot”. Il progetto è costituito da un sito fake www.lucavolonte.eu dove è presente un clone del gioco e il link al sito ufficiale del deputato.

Il sito viene non solo immediatamente oscurato, ma Les Liens Invisibles si trovano imputati per diffamazione con una richiesta di risarcimento fino a 300.000 euro. Poche settimane fa il tribunale di Pisa ha emesso una sentenza in favore di Les Liens Invisible, facendo prevalere l’articolo 21, quello sulla liberà di espressione e di satira, e stabilendo per la prima volta che questi diritti valgono anche per Internet.

Domani, venerdi’ 21 gennaio dalle 19:00 in poi al Cantiere Sanbernardo – Via San Bernardo – Pisa (http://www.cantieresanbernardo.it) ci sarà una festa dal titolo “Blasphemous Art Party: perché noi ci teniamo a santificare le feste!“, suggellare la vittoria.  Vi parteciperanno anche molti iscritti alla mailing list AHA (http://lists.ecn.org/mailman/listinfo/aha) che tra venerdì e sabato organizza al Cantiere Sanbernardo una due giorni di incontri tra i partecipanti.

Segue un’intervista che Oriana Persico ha realizzato con Les Liens Invisibles.
Via Artsblog.it

– Questa volta niente presentazioni (i nostri lettori ormai dovrebbero conoscervi abbastanza bene). Parliamo invece subito del caso Volontè. Ci spiegate brevemente la vicenda?
Ci fa piacere essere di casa, anche perché le presentazioni come sai non sono il nostro forte. Prendere querele in compenso ci riesce benissimo, come in questo caso. La vicenda in questione risale al 2007: mentre adesso lo scandalo della pedofilia nella chiesa è una realtà ammessa anche dai più alti vertici ecclesiastici capitava allora che molte personalità politiche – e in particolare l’allora capogruppo UdC alla camera Luca Volonté – si spendessero per perseguire e annientare con ogni mezzo a loro disposizione chiunque portasse in primo piano la questione sui mezzi di comunicazione etichettandola come bufala creata per screditare la Chiesa. Con che coraggio, aggiungiamo noi. Dopo l’ennesimo atto di censura che porta alla rimozione del gioco creato da Molleindustria sull’argomento pedofilia e chiesa (“Operation: Pedopriest”) decidiamo di intervenire con una operazione di artivismo (arte+attivismo) a sostegno: l’operazione “Libertè Egalitè Volontè: The Blasphemous Art Riot”. L’intento era quello di incarnare l’indignazione che stava serpeggiando in rete e farla confluire in un’unica operazione volta a creare una contro-censura dal basso sfruttando i meccanismi di ranking di google: se avessimo fatto confluire sul nostro sito clone del sito di Luca Volontè contenente il videogioco più link del sito web ufficiale lo avremmo scavalcato nel motore di ricerca andando a oscurare – almeno simbolicamente – il censore. Questo avvenne, complice anche la scarsa popolarità del personaggio in questione che vanta numerosi siti che lo sbeffeggiano e solo uno che lo elogia: il suo.
Non riuscimmo però a mantenere questo primato molto a lungo: il gallo non aveva ancora cantato tre volte quando il sito seguì la stessa fine, e ci trovammo incriminati per diffamazione a mezzo stampa. Ma che ci vuoi fare, la politica si sa, è poco incline a capire sia arte che attivismo, figuriamoci quando questi vanno a braccetto assieme.

– Recentementemente il tribunale di Pisa ha emesso una sentenza in vostro favore, scongiurando il pagamento di 300.000 euro richiesti dalla “parte lesa”. Quali sono stati gli elementi decisivi della sentenza? e quale significato ha questa sentenza per gli artisti italiani e le libertà di espressione secondo voi?
Il giudice D’Auria del Tribunale di Pisa pur giudicando diffamatoria l’associazione del Volontè al videogioco contenuta nel nostro sito ha tuttavia considerato più importante la fuzione di critica sociale e di satira della nostra operazione, meritevole di tutela ai sensi dell’art.21 della costituzione. L’elemento nuovo di questa sentenza è che si stabilisce per la prima volta in ambito penale che questo diritto vale anche su internet, dove anche un sito web fake può essere considerato un lecito strumento di attivismo e critica. Spesso capita di sentire che per evitare problemi come quelli capitati a noi basti mettere il sito web fuori dall’Italia evitando ogni scocciatura, ma si tratta in realtà di una falsa soluzione: già oggi esistono dei filtri che impediscono di raggiungere siti web ritenuti offensivi o illegali, non ci vorrà molto un domani all’estremista cattolico di turno per aggiungere nuovi vincoli e tagliare fuori anche siti a cui si contestano reati di opinione.
Per questo motivo, supportati dal nostro legale – l’avvocato Maria Teresa Votta di Bergamo – decidemmo di affrontare la questione come caso pilota. E adesso possiamo dirlo, grazie a questa sentenza il web nel nostro paese oggi è un po’ più libero.

– Infine la festa: il 21 gennaio si celebra a Pisa un Blasphemous Riot Party. Ce ne parlate un po’?
Cominciamo col dire che il sito web da oggi è di nuovo online, all’indirizzo www.lucavolonte.eu! Ora, noi saremo anche blasfemi ma a santificare le feste ci teniamo eccome! Invitiamo tutti quindi a Pisa, nella splendida cornice della chiesa sconsacrata del Cantiere San Bernardo per festeggiare con noi la vittoria e a inneggiare all’arte come blasfemia della vita, non tanto intesa come attacco alla religione quanto ad ogni possibile convenzione e oppressione culturale. ?Non mancheranno ovviamente alla festa numerose installazioni e performance. Accorrete numerosi!