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Mani che ballano

30 Ott/11 Nov – h 10.00/19.00 – Museo Regionale di Scienze Naturali
09/10/11 Nov – h 14.00/02.00 – RAT – via San Massimo 7bis, Torino

A cura di Mirjam Struppek

Le mani sono lo strumento più prezioso dell’uomo, rivelando il vero processo della nostra vita e l’invecchiamento. Estendendo il nostro desiderio sensuale del tatto e del creare, le dita delicate possono muoversi con grazia come ballerini così con i loro movimenti ci possono raccontare storie vivaci sulle loro azioni. Come mezzi di espressione ci permettono di comunicare senza voce nelle nostre città moderne saturate dal suono. Le mani ci parlano silenziosamente, diventando simboli che ballano in un sogno dove le mani creano, liberano e aiutano attivamente. Gli artisti e designer ci raccontano storie che riguardano l’immagine di questo potente strumento e il suo significato per la vita. Molte volte gli schermi urbani sottostanno alla forte influenza della predeterminazione sulla pubblicità. Possono, nelle nostre città, i contenuti culturali superare la potenza visiva dei clip commerciali? Questa mostra si confronta con le opere di artisti noti e giovani, con video clip prodotti da registi e animatori. Un genere di video tra arte e pubblicità che sembra sempre più fondersi, la creatività scorre in entrambi i campi. Rimane aperta la discussione quali siano le conseguenze di questo sviluppo per il contenuto e le specificità della produzione di Urban Screens. Il futuro è nelle nostre mani …

(basato su un programma per Public Art Screens, Stavanger 2011, rielaborato per Share Festival)

 

David Rühm (A) – “The Mysterious Lines of Life” / 1991 / 2’38”

Dopo aver ucciso una mosca, un uomo guarda attentamente le proprie mani e ne osserva le linee. L’orologio segna il procedere del tempo. Trova qualcosa di strano e sorpreso scopre che c’è una vita parallela che danza nelle sue linee più profonde. Vita e morte a volte sono nelle nostre mani.

Bio: David Rühm é un fotografo professionista che ha lavorato anche come regista e sceneggiatore. I suoi film hanno partecipato al Film Festival di Cannes, ha vinto premi con filmati commerciali e musicali e ha vinto il “Thomas Pluch Drehbuchpreis” nel 1992. www.davidruehm.com

 

Cyriak Harris (UK) – “Walks of Life” / 2010 / 1’50”

Questa animazione racconta la storia condensata dell’evoluzione della vita sulla Terra, rappresentata vivacemente con bizzarre dita che camminano. Le mani guidano davvero la nostra evoluzione! Uno dei 3482 commenti online dice giustamente: “…(le mani) sono una delle principali ragioni del perché gli umani sono come sono oggi.”

Bio: Cyriak Harris lavora come animatore e graphic designer freelance. Nel 2004 ha iniziato a pubblicare su Internet le sue surreali animazioni che sono apparse su Wired, Showtime, Cartoon Network e BBC. I suoi lavori spesso distorcono cose familiari rendendole aliene, vagamente inquietanti e divertenti. cyriak.co.uk
Myriam Thyes (L) – Multiple Madonna / 2007 / 4’30”

Tre variazioni sulla scomposizione e ri-composizione di una matryoshka russa. Il movimento regolare delle mani, i colori dai contrasti netti e brillanti e l’ordine geometrico creano un “processo vitale” che appare rituale e ludico. “Multiple Madonna” riconduce ai miti delle molteplici divinità femminili e alle culture marilineari.

Bio: Myriam Thyes è un’artista new media premiata in diversi concorsi che dal 1994 partecipa a mostre, festival e programmi internazionali per resident artist. Lavora soprattutto con videoarte, animazione, fotografia e immagini digitali analizzando i simboli culturali di potere e fede, elaborando tematiche relative al genere, al colonialismo e ai miti. www.thyes.com
Daniel Bird (UK) – “Give Earth a Hand” / 2010 / 1’30”

“Camminavo accanto ad una scuola riuscendo da fuori a vedere solo le mani alzate degli scolari quando l’immagine dell’intera popolazione mondiale che decideva sul proprio ambiente mi ha colpito.”. Riflettendo sugli obiettivi di Greenpeace con il loro appeal universale, il filmato gioca con la contraddizione tra ciò che vogliamo per noi e il mondo che sogniamo.

Bio: Daniel Bird é un moderno “regista agitprop con tendenze surrealiste”. Ha lavorato nella post-produzione di programmi televisivi, ha realizzato modellini e animazioni per il film-maker di Praga Jan Svankmejer e ha lavorato per un anno per Greenpeace International. I suoi cortometraggi e filmati pubblicitari sono stati premiati in più occasioni. www.danielbird.net
Dario Bardic (HR) – “Inside” / 2009 / 2’33”

La video-arte di Bardic esprime “l’esplorazione del subconscio e la ricerca di una dimensione mistica nella vita contemporanea”. Nella sua “poesia visuale del subconscio”, le mani sembrano esplorare attraverso il tatto la lucida superficie dell’architettura moderna. Stanno forse cercando il proprio valore simbolico e il proprio ruolo futuro nella storia dell’arte?

Bio: Dario Bardic ha studiato arti grafiche e design. Lavora con il video e il multimediale su progetti artistici o no-profit, esplorando varie discipline. Il suo lavoro è stato esposto in mostre e festival in tutto il mondo e ha vinto tre “Tommie Awards” con i suoi video da un minuto. www.dariobardic.com
Ellen Pau (HK) – “For/Give” / 2010 / 2’35”

Un proverbio cinese sulla dedizione filiale dice “quando il figlio vuole prendersi cura del proprio padre, il padre non c’è più. Quando le foglie vogliono stare ferme, il vento comincia a soffiare”. Il video riprende questi temi attraverso la mano di una danzatrice che oscilla come un pendolo tra oblio e perdono, nel sole e nell’ombra.

Bio: Ellen Pau nel 1984 ha iniziato come autodidatta a lavorare come cineasta, video-artista, curatrice e critica d’arte New Media. Ha portato le sue opere in numerosi festival internazionali. Ha fondato l’organizzazione Videotage, il Microwave New Media Art Festival e insegna alla Hong Kong City University.
Ksenija Jurišic (HR) – “Voice” / 2010 / 1’41”

Una figura femminile semi-sommersa nell’acqua sviluppa tramite le proprie mani una storia autobiografica non-verbale di mutismo forzato. Poche frasi estratte da un dialogo con un anziano sono trasformate in linguaggio dei segni con parole letteralmente mancanti e non scritte. Il video mette in discussione i meccanismi e le cause della (mancata) comunicazione nella società moderna.

Bio: Ksenija Jurisic si è laureata nel 2008 in arte della stampa specializzandosi anche in riprese subacquee. Il suo lavoro include video, film sperimentali, installazioni, disegni, stampe e progetti artistici “in-situ” di arte scenica e “sociale”.
Christian Bevilacqua (UK) – “It’s in your Hands” / 2009 / 1’30”

Prodotto per Amnesty International, il cortometraggio mostra un misterioso processo durante il quale un prigioniero è circondato dai suoi tre torturatori. Le loro mani cominciano ad muoversi indipendentemente, agendo in favore della libertà e dei diritti umani. Uno ad uno gli strumenti di tortura vengono distrutti.

Bio: Christian Bevilacqua è un graphic designer che lavora anche come regista per la pubblicità soprattutto con narrative visuali, riprese dal vivo, animazione e fotografia. Ha vinto diversi riconoscimenti in tutto il mondo per i suoi spot, tra tutti il “best new director” a Cannes per due volte. www.bevilacqua.tv
Dima Stefanova (BG) – “Offer” / 1999 / 00’12”

Questa breve sequenza combina in un atto rituale il potere umano del prendersi cura e dell’offrire attraverso l’elemento dell’acqua, simbolo di vita, purificazione, cura e rinnovamento. Riportandosi all’intensa semplicità di una fondamentale necessità, le mani umane nude tornano ad essere portatrici di aiuto e sostegno alla vita.

Bio: Dima Stefanova ha fondato “Icecreamdesign” nel 1999 con Henk Groenedijk (NL), uno studio e una piattaforma per iniziative e idee connesse alla moderna cultura della comunicazione visuale, unendo arte e design. Il loro marchio è un simbolo di libertà, rinnovamento e iniziative rivoluzionarie. icecreamdesign.net
Evelien Lohbeck (NL) – “Genetically Modified Kiwi” / 2011 / 00’50”

Questa realistica animazione umoristica trasforma le nostre mani in uno strumento del nostro insaziabile desiderio di creare una nuova vita. Il kiwi diventa il simbolo dell’inarrestabile progresso scientifico che modifica i processi naturali: il tentativo di soddisfare il sogno mitologico di controllare il futuro del mondo.

Bio: Evelien Lohbeck è una giovane animatrice e “concept artist” affascinata dai confini tra la realtà e la fantasia. Il lavoro per la sua tesi di laurea nel 2008 ha vinto 15 premi in festival cinematografici internazionali. E’ tutt’ora “resident artist” al “Nederland Instituut voor Animatiefilm”. www.evelienlohbeck.com
Miwa Matreyek (USA) – Digitopia / 2005 / 04’14”

Digitopia è una visione fantascientifica che fluisce placidamente attraverso un mondo dove macchine, tecnologia e le mani umane si sono fuse con l’ambiente naturale, rappresentato dalle montagne. Tutto appare possibile. Lo scorrere surreale di immagini fantastiche ricche di elementi simbolici riferiti a scienza, religione e medicina ispira varie interpretazioni.

Bio: Miwa Matreyek è una giovane animatrice, designer e “multimedia artist”. I suoi corti come i suoi lavori in cui integra animazione e performance dal vivo sono una fantastica trasformazione di corpi, oggetti e spazio. I suoi video appaiono regolarmente in molti festival ottenendo riconoscimenti fin dal 2006. www.semihemisphere.com
Anna Anders (D) – Cleaner Clip / 2003 / 1’50’’

Tre paia di mani con guanti gialli, rossi e azzurri puliscono un pannello di vetro con i protagonisti avvolti dall’oscurità. Il processo di pulizia diventa un’ossessione – una follia pulitrice, una mania. Tutte le tecniche possibili vengono attuate con diversi ritmi e dinamiche fino ad ottenere la trasparenza totale.

Bio: Anna Anders lavora con il video fin dal 1986, utilizzando spesso lo schermo stesso come elemento. I suoi video “single-channel” e le sue installazioni appaiono in tutto il mondo. Dal 2005 insegna al “Institue of Time Based Media” dell’Università delle Arti di Berlino. www.anna-anders.de

Progetto Speciale:
Antoine Schmitt (F) – “City Lights Orchestra” / 2012

Per la sua reinterpretazione della nozione, della forma e del contenuto degli “Urban Screen” stessi, questo lavoro è stato selezionato con particolare interesse per “Open your City”: l’opera d’arte viene consegnata nelle mani del pubblico.

City Lights Orchestra è una sinfonia di luce visuale e aperta composta per le finestre della città. Con l’aiuto delle vostre mani, la città stessa si trasforma in opera d’arte; la tua finestra diventa un pixel di un enorme “Urban Screen” collaborativo. Ogni computer connesso illumina la finestra dell’ufficio o della casa in cui si trova lampeggiando, pulsando e dissolvendo l’immagine secondo una propria partitura in concerto con tutti gli altri schermi. Anche gli smart phone in strada fanno la stessa cosa. Chiunque può partecipare: la sinfonia è pensata per accogliere un numero indefinito di partecipanti e per un tempo indefinito. Compone se stessa continuamente, seguendo uno spartito vivente generato da un DNA musicale iniziale.

E’ necessaria la tua partecipazione attiva, senza di te siamo persi! Come nelle odierne iniziative di “crowd funding”, tutti possono aiutare e contribuire: imposta il tuo computer con la luce pulsante andando sul sito indicato, estendi il tempo per cui lo schermo rimane acceso, metti il browser a schermo pieno, spegni le luci, esci e assisti allo spettacolo! www.citylightsorchestra.net

Bio: Antoine Schmitt crea sistemi dinamici, arte cinetica e cibernetica con un’estetica minimalista. Esplora movimenti programmati, forze rivelatrici o manipolatrici per mettere in discussione le modalità d’azione dell’essere libero all’interno dei sistemi complessi della realtà. Le sue installazioni hanno ricevuto numerosi riconoscimenti. www.antoineschmitt.com

 

Mirjam Struppek (D), vive a Torino e dal 2002 lavora nel campo degli Urban Media come urbanista, ricercatrice e curatrice lavorando su iniziative internazionali. Si interessa di New Media e di come gli aspetti di interattivitá e partecipazione possono contribuire alla vivibilità sostenibile degli spazi pubblici.