Metànthropia – Carlo Gambirasio

evoluzióne s. f. [dal lat. evolutio -onis, der. di evolv?re…]:…ogni processo di trasformazione, graduale e continuo, per cui una data realtà passa da uno stato all’altro – quest’ultimo inteso generalmente come più perfezionato – attraverso cambiamenti successivi…” (estratto dall’ Enciclopedia Treccani) A cosa serve la tecnologia? E’ la domanda da cui sono partito. Qualsiasi tipo di dispositivo medico serve a preservare la vita, le automobili servono a risparmiare tempo ed energia. I dispositivi personali come smartphone e computer servono a creare nuovi tipi di esperienze e nuove forme d’interazione. Creiamo ciò che serve per abbattere i limiti. L’ umanità sta reinventando attraverso la tecnologia l’evoluzione, adattandola alle proprie esigenze, velocizzandola. Ho coniato il termine Metànthropia, per cercare di individuare questa “auto-evoluzione artificiale” creata dall’uomo, che differisce da quella naturale per metodi e tempi. Un ringraziamento speciale da parte dell’artista va a Giacomo Sambugaro, Dottore in Lettere Classiche, per l’aiuto nell’ ideazione.

Carlo Gambirasio (nato nel 1994 a Verona) ha conseguito una laurea in belle arti alla NABA di Milano e sta seguendo un master presso la stessa istituzione. Il pensiero di Carlo trae origini da un’attenta analisi della cultura visuale contemporanea. Le sue opere consistono in dispositivi immaginati per l’utilizzo delle nuove tecnologie; e per trasmettere un particolare concetto, riflettendo sulla logica e sulle regole dei mondi ‘artificiali’, con lo scopo di capirli e modificarli. Alcune delle esposizioni a cui ha partecipato sono: BodyLights #1, Porto dell’Arte (Bologna, 2018); Roasted Spin, FuturDome (Milano, 2017); Exi Shapes, Spazio Morel (Lugano, 2017); The Great Learning, La Triennale (Milano, 2017); Naturalia et Artificialia, Superstudio Più (Milano, 2016).