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FINO ALLA FINE DEL CINEMA

webcinema

screening a cura di Luca Barbeni
ONLINE GALLERY

Share Festival Market Forces  3-8 Novembre
Museo Regionale di Scienze Naturali, via Giolitti, 36
h 10-19

Il cinema è morto. Lunga vita agli schermi” Peter Greenaway
Fino alla fine del cinema, è una delle delle mostre di Share Festival 2009 che  presenta una serie di opere audiovisive che iniziano un percorso proprio dove il cinema lo ha terminato, passando dalla linearità all’interattività e da una visione collettiva a una individuale.
Queste opere  non sono più cinema e non sono già qualcos’altro.

Boulevard di Peter Horvath è un dialogo tra una donna prolissa e un uomo di poche parole. Un viaggio lungo le strade americane che da L.A. porta nel deserto. Un dialogo accompagnato da una poliritmia visuale che, descrivendo l’universo esteriore, fa da contraltare ai sentimenti contrastanti della voce narrante.
Nell’invasione dell’immateriale sul materiale le nuove tecnologie ampliano il territorio e le possibilità di espansione della sfera culturale nell’ecosfera e ridefiniscono le storie della realtà materiale.
Interview Project di David Lynch è un “progetto di interviste” dove il cinema incontra  la mobilità, la relazionalità e la casualità di Internet: uomini e donne, scovati per le strade della provincia americana, che raccontano la loro infanzia, i più grossi rimpianti della loro vita, i progetti per il futuro.
The Big Plot di Paolo Cirio è un progetto di narrazione dispersa, dove le piattaforme si moltiplicano e i personaggi della storia prendono vita nei social network: una vita fittizia che mima il reale,  che si sviluppa sulle seguenti piattaforme dei principali social network.
The greatest story ever told di Phil Wood remixa alcune scene del cinema classico creando un mash-up dove le grandi star di hollywood vengono presentate in un caleidoscopico montaggio sincopato.
A sud di Pavese di Matteo Bellizzi e Antonio Rollo è un database cinema, dove le colline delle Langhe sono contaminate idealmente con il mare della Calabria, i racconti del sud si mescolano ai volti dei contadini della vigna, Torino è vista dalla prospettiva di uno straniero.
The way I saw it di Paul Juricic raggruppa alcuni pensieri scaturiti nell’autore in seguito alla sua attività lavorativa come commesso da Starbucks. Juricic ci racconta quanto siano lontane le famigerate policy delle corporation dall’attività giornaliera dei lavoratori.
13terShop di Florian Thalhofer costituisce una riflessione critica nella forma di un documentario a interviste della forma sociale e architettonica dei grandi mall. Autore berlinese, racconta attraverso gli avventori di un grosso supermarket, come la gente vive all’interno di questi spazi.
Hotel di Hans Hoogerbrugge è una narrazione che invita lo spettatore a calarsi nei panni del Dr. Dotgin e guidarlo in questo hotel ”clinicamente bizzarro”. Ogni click mostra qualcosa, una sorpresa, qualcosa a cui pensare, o di cui ridere o che provoca ribrezzo.
Un palpitant di Nicolas Clauss è un’ambiente dove un gruppo di ragazzi e anziani si incontra in differenti contesti parlando di amore, vecchiaia e morte.
BlogBot di Alex Dragulescu non è un neanche un filmato. E’ una narrazione audiovisiva che esiste solo in quanto processo. La narrazione avviene tramite un software che cattura in rete alcuni testi da blog di soldati americani e li combina in questa narrazione generativa che non ha mai fine.

Dal 3 novembre le opere saranno visibili nella galleria online dedicata allo screening:
www.toshare.it/untiltheendofcinema