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GIACOMO VERDE – MULTI-REVERSE

di e con Giacomo Verde (Verdegiac)
Consulenza musicale: Massimo Magrini (Bad Sector)

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Due grandi schermi fanno da sfondo al performer: uno collegato al laptop e l’altro alla videocamera.
La videocamera è collegata anche al laptop e ne inquadra lo schermo.
Lo schermo del laptop mostra l’interfaccia del programma interattivo “EyeCon” settato in modo che trasmetta la ripresa della videocamera.
Con questo assemblaggio nasce uno “nuovo strumento” video-musicale, che inserisce il performer, e gli spettatori, in un diverso contesto creativo e percettivo.
Multi Reverse inverte così il rapporto tra suono e immagine: è il movimento dell’immagine stavolta che genera il suono e non viceversa. Le immagini non sono più lo “sfondo” della musica e il suono non è più la “colonna sonora” delle immagini, ma entrambi si fondono in un unico reale evento audio-visivo; ogni volta diverso perché diverso il contesto ambientale ed emotivo.
(vedi video test: www.youtube.com/user/verdegiac – sezione ISP)
Normalmente gli spettatori vedono uno o più performer chini sulle proprie tastiere o mixer ma non capiscono cosa fanno veramente: potrebbe essere tutto registrato o impostato in modo che l’azione live sia in realtà minima e poco rilevante. Mostrando invece l’interfaccia del software e l’immagine della videocamera è possibile rendere maggiormente consapevole lo spettatore sulla tipologia di creazione in tempo reale, alzando così anche il grado di spettacolarità della performance.
Gli oggetti scelti per generare il suono hanno ognuno una forma e un valore simbolico diverso e danno il tema da testare ed elaborare in ogni brano: circuito rotto, catena di ferro, legno di mare, plastica bruciata, vecchia valvola … Di ogni performance si registra il video e la colonna sonora, facendone memoria digitale. E almeno un frame del video diventerà una stampa digitale facendone memoria analogica.
MultiReverse fa parte di “ISP – Immaterial Solders Project” che nasce per creare eventi multimediali dove il suono viene generato dalle immagini.
Come la voce che nasce dalla fisiologia specifica di ogni persona ogni tipologia di immagine, grazie alla digitalizzazione, può generare il proprio suono, la propria voce.
Elaborare “il canto delle immagini” è il campo di azione creativa di Immaterial Solders Project.

Giacomo Verde si definisce teknoartista, e viene definito Artivista. Si occupa di teatro e arti visive dagli anni 70. Dagli anni 80 realizza oper’azioni collegate all’utilizzo creativo di tecnologia “povera”: videoarte, tecno-performances, spettacoli teatrali, installazioni, laboratori didattici. E’ l’inventore del “tele-racconto” – tecnica utilizzata anche per video-fondali-live in concerti e recital di poesia. E’ tra i primi italiani a realizzare opere di arte interattiva e net-art. Ha collaborato con diverse formazioni artistiche come autore, attore, performer, musicista, video-scenografo o regista. E’ docente a contratto di Videoinstallazioni all’Accademia di Belle Arti di Carrara, di Video-Teatro all’Accademia di Belle Arti di Macerata e del Laboratorio Arti Digitali per l’Università degli Studi Roma Tre. Riflettere sperimentando ludicamente sulle mutazioni tecno-antropo-logiche in atto e creare connessioni tra i diversi generi artistici e’ la sua costante.
Ha recentemente pubblicato “ARTIVISMO TECNOLOGICO. Scritti e interviste su arte, politica, teatro e tecnologie”. Prefazione di Antonio Caronia. Edizioni BFS, Pisa.

http://www.verdegiac.org