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Share Prize

Scopo di Share Prize è quello di scoprire, promuovere e supportare l’arte digitale. La competizione è aperta a tutti gli artisti che utilizzano la tecnologia digitale come linguaggio di espressione creativa, in tutte le forme e formati.

Obiettivo culturale di Share Prize è di rendere la partecipazione a Share Festival aperta e accessibile a  tutti gli artisti.

Una giuria Internazionale costituita da Jurij Krpan (Liubjana), Andy Cameron (Londra), Fulvio Gianaria (Torino), e Bruce Sterling (Austin/Torino) ha valutato le opere iscritte. Dopo un’interessante discussione e una analisi approfondita di tutti i lavori, con grande piacere sono stati individuati i sei artisti selezionati per Share Prize 2010.

DICHIARAZIONE DELLA GIURIA

Jurij Krpan (direttore artitico Kapelica Gallery, Ljubjana) – presidente
Andy Cameron (direttore creativo interattivo, Wieden + Kennedy, Londra)
Bruce Sterling (scrittore e giornalista, Austin)
Fulvio Gianaria (presidente Fondazione Arte CRT, Torino)

Istituito nel 2007, Share Prize è molto conosciuto nel campo delle arti digitali. Nel 2010 270 artisti hanno inviato le loro opere allo Share Prize da tutto il mondo.

Compito della giuria è stato quello di esaminare tutti i lavori inviati e selezionare solo sei opere per lo Share Festival, sei ambiziosi attacchi sui limiti elettronici della possibilità artistica. Con giudici provenienti da quattro nazioni differenti, il processo selettivo è diventato esso stesso un set dal vivo condotto da manovratori in sinergia, tanto unici quanto il festival stesso.

Il tema di Share “Smart Mistakes”, errori intelligenti, rispecchia un mondo emergente generato da social network, sincronicità, strani disastri e incidenti felici. Lo Share Festival è l’unico evento in grado di portare a Torino un DJ set eseguito da un letto vivente di formiche.

Fragilità, entropia e estetica junk riflettono uno stile di vita globale fatto di rotture e ricomposizioni, rappresentati dal Teatrino Elettrico, costituito da oggetti di casa riconvertiti e macchinari zombi.

Il Web cinema mostra la sua forza unica con un remake digitale crowd-sourced del classico di Djiga Vertov “L’uomo con la macchina da presa”. Ogni fotogramma di questo caposaldo della cinematografia muta viene rigirato e montato da volontari su Internet, in particolare da torinesi, il cui Museo del Cinema rappresenta un centro internazionale per gli studi in cinematografia.

Un tipo di interazione più elegante e personale è rappresentata da una corrente ondulata intensa e reattiva di luce indistinta all’interno degli spazi architettonici del Museo di Scienze Naturali di Torino.

Tra le teche sottovuoto di animali imbalsamati s’incontra un’installazione luminosa, sinusoidale, spinta dal respiro di particelle digitali con l’artista stessa che, respirando, si esibisce nel buio.

Il nostro sesto fortunato errore è un performer anonimo e dinoccolato che vagherà per Torino rimanendo invisibile alla video sorveglianza. Il potere della società dei network si manifesta attraverso effetti complessi ed è priva di casualità ovvia.

Questi sei lavori sono tormentati più che intenzionali, generativi come pure espressivi. Compiendo “errori intelligenti”, gli artisti possono spaccare muri, finestre e nuove superfici, raggiungendo così effetti imprevedibili che non sarebbero possibili senza aver prima accettato il diritto universale di esseri umani e macchine di fallire nel miglior modo possibile.

ARTISTI SELEZIONATI

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Kuai Auson
(EC), 0h!m1gas (2008)
0h!m1gas è un ambiente di stridulazione biomimetica basato sull’attività di una colonia di formiche sottoposta a sorveglianza video e audio. Le formiche diventano per tanto DJ creando uno spazio fono-reattivo che rivela la connessione tra scratching, come espressione estetica creata dalla cultura umana, e i fenomeni di stridulation prodotti dalle formiche come meccanismo comunicativo.
http://kuaishen.tv/0hm1gas


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Perry Bard
(CDN), Man with a Movie Camera (2007)
Man With a Movie Camera: The Global Remake è un video a partecipazione multipla girato da persone di tutto il mondo che sono invitate a riprendere scene interpretando la sceneggiatura originale del film di Vertov “L’uomo con la macchina da presa” e a caricarle sul sito http://dziga.perrybard.net, dove un software sviluppato specificatamente per questo progetto archivia, sequenzia e trasmette le scene inviate come in un film.
http://dziga.perrybard.net

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Sonia Cillari
(IT), As an artist, I need to rest (2009)
L’artista giace immobile sul pavimento dello spazio espositivo, respira tramite un tubo estremamente lungo che parte dall’interno della sua narice sinistra e termina al centro dello schermo principale sospeso dal pavimento. Una creatura digitale che lei definisce “piuma” viene completamente generata dal suo respiro che giunge sino allo schermo sospeso. Durante la performance, Sonia Cillari emette 14.000 elementi digitali e porta la piuma digitale a esprimere più di 6 differenti stati dell’essere, dallo schema vitale dell’ “accumulazione” a quello della “resistenza”.
http://www.soniacillari.net/AaA-IntR_dedicated.htm

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Ernesto Klar
(IT/VE/USA), Luzes relacionais (2009-10)
Luzes relacionais” (Luci relazionali) è un’installazione audiovisiva interattiva che esplora la nostra relazione con l’elemento organico-espressivo dello spazio. L’installazione utilizza luce, suono, foschia e un sistema di software personalizzato per creare un morphing, uno spazio luce tridimensionale in cui gli spettatori prendono parte attivamente, manipolandolo con la loro presenza e i lori movimenti. “Luzes relacionais” rappresenta un omaggio al lavoro e alla ricerca estetica dell’artista brasiliano Lygia Clark.
http://klaresque.org/?p=63

knowbotic
knowbotic research
(CH),  macghillie_ just a void (2009-10)
All’interno del progetto performance pubblica MacGhillie, le aree metropolitane ricevono la visita di un personaggio in abiti mimetici che non ne lasciano intravvedere i tratti. La tuta mimetica detta Ghillie Suit fu inventata originariamente nel 19 secolo per la caccia e solo in un secondo momento fu utilizzata durante la Prima Guerra Mondiale per giungere sino ai giorni nostri. Questo travestimento anonimizza e neutralizza la persona che lo indossa in pubblico. La figura oscilla tra l’iperpresenza di una maschera e la ridondanza visiva.
http://krcf.org/krcf.org/?p=249

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Teatrino Elettrico
(IT), DC12V (2009)
DC12V rappresenta la versione da tavolo dell’ elektrolivecircus. I suoni vengono generati utilizzando soltanto strumenti analogici, registrazioni di movimenti, percussioni, frizione e campi elettromagnetici creati da macchine di uso quotidiano. Il piccolo viene convertito in grande, il futile nel necessario, gli oggetti in personaggi, il tavolo in location. Una desktop tragedy in atto unico per macchine ad auto-propulsione.
http://www.teatrinoelettrico.org/works/dc12v.html